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ANNIVERSARIO – MEDALE

sabato 08 dicembre ‘18


Quando sono venuto la volta precedente ero un pischello con la prospettiva di una carriera caiana in ascesa. Ora sono un logorato FF-caiano-plasticaro, sostanzialmente un ossimoro vivente, un organismo né carne né pesce la cui unica certezza è che non raggiungerà l’olimpo né dei caiani né degli FF. Al primo piuttosto mira il Walter che si è tirato la zappa sui piedi per farsi marcare a fuoco l’aquila sul petto. Io ce l’ho tatuata direttamente sul cuore ma così non è visibile e posso sempre cavarmela in mezzo agli FF: basta non tirare fuori la staffa! Altrimenti sarebbe come passeggiare per Harlem col berretto bianco del Ku Klux Klan.

Con questo spirito approccio alla parete del Medale, struttura composta da un ammasso di rocce, sassi e tutta la schiera di vegetali dall’erba all’albero che rappresenta la manna del caiano ma quello già di livello (fatto salvo si decida di ripetere le stazioni della via Crucis sul marmo della Cassin) ma che all’occhio dell’FF (soprattutto se plasticaro) sta come il deserto ad un pesce. Nella mia miscellanea e contraddittoria situazione mi trovo però più che a mio agio: salirò elegante e leggiadro come un elefante post cura dimagrante ricusando l’uso della staffa o di qualsiasi ammennicolo che permetta di raggiungere la vetta.

Poi gioco d’astuzia (o forse a dire il vero è il caso a darmi una grossa mano): i tiri più duri li lascio all’apprendista tatuando Walter mentre sopra la strada viene aperta dalla coppietta Marco-Arianna.

Sul pilastro iniziale sono tentato di seguire l’ancestrale strada caiana mentre il diabolico rinvio mi appare come Lucifero nel deserto o, se vogliamo, un mega cannoncino scoppiante di crema. Io però tengo duro. Guardo i piedi, cerco la precisione e me la cavo.

A quel punto libero i cavalli del Cavallo Goloso e faccio il bastardino rompipalle che morde le caviglie di confetto-rosa-Arianna mentre sotto il Walter stuzzica la belva avvisando la ragazza che il cane è stato liberato. Non so se la presa per il culo sia rivolta a lei o più al sottoscritto. Fatto sta che alla fine arriviamo alla partenza di Saronno. La guardo con gli occhioni dei cartoni giapponesi con tanto di lacrimuccia ma il Walter è impassibile e insensibile, freddo come un pezzo di ghiaccio: siamo qui per Anniversario e faremo quella! Così con pianto e stridore di denti soffoco le voglie da FF e, tiro per tiro, mi concentro sulle caviglie di roseto-Arianna fino ad arrivare alla settima e poi ottava lunghezza. Non che me ne ricordi chiaramente ma posso immaginare lo spettacolo da Cirque du Soleil che devo aver messo in mostra quando ero pischello. Ora devo solo preservare la mia dignità e nomea e soffocare il richiamo caiano prima da parte dei rinvii sulla placca a gocce e poi dei cordoni sullo strapiombo. Poi torna ancora il momento per assillare gelato-alla-fragola-Arianna prima della volata col sole e cercare inutilmente in uno sprint vincente.


Cavallo Goloso


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